Qualche tornante che sale dalla strada provinciale che porta a Massino Visconti e nello spazio di pochi minuti ci si trova immersi nel verde e in un’atmosfera quasi rarefatta. Benché siano solo 4 (percorribili anche a piedi) i chilometri che separano il Monte San Salvatore dall’abitato di Massino, l’arrivo a questo luogo così ricco di storia e di devozione sembra riportare indietro le lancette del tempo. L’altura è coperta di boschi, che regalano frescura d’estate, mentre nella stagione fredda sembrano essere immersi nella nebbia oppure coperti dalla soffice neve. La quiete che circonda ogni cosa e che invita alla contemplazione spiega perché sin dall’anno Mille questo luogo sia stato scelto per il culto, prima dai monaci Bendettini, poi dagli Agostiniani. Il complesso presenta una chiesa, il convento e alcune cappelle, erette in epoche diverse. Quelle poste sul piazzale, ad esempio, risalgono al XV secolo e, grazie a recenti restauri, gli affreschi sono tornati ad essere leggibili: una è dedicata a Sant’Uguccione, mentre la seconda presenta l’effige della beata Panacea, di sant’Abbondio e della Crocifissione. Una scala sul lato sinistro della chiesa, detta scala santa, conduce, invece, a due antichissime cappelle, che congiungevano il santuario agli alloggi dei monaci. Anche la chiesa attesta rimaneggiamenti e modifiche di epoche diverse, con qualche certezza: sull’architrave dell’ingresso è scolpita la data 1499; ma l’affresco dell’abside e un’acquasantiera in sasso sono opera di artisti ed artigiani dei secoli precedenti. Qui ogni pietra parla di un’epoca diversa, testimonia la fede popolare, racconta di leggende e tradizioni, che ancora oggi vengono tenute deste. Al santuario del Monte San Salvatore, infatti, è legato il culto della Madonna del Cintura, introdotto dagli Agostiniani nel XV secolo: tale devozione viene ricondotta alla madre di Agostino, santa Monica, alla quale apparve in sogno proprio la Vergine, vestita di una semplice veste, stretta ai fianchi da una cintura di cuoio; Maria esorta la madre del vescovo di Ippona ad ispirarsi al suo modo di vestire e da ciò deriva l’abito adottato dagli stessi Agostiniani. Nonostante il santuario sia passato alla parrocchia di Massino dopo l’abbandono degli Agostiniani nel XVII secolo, la venerazione della Madonna della Cintura è ancora molto forte e tutto il paese, il 22 agosto, rinnova il rito del pellegrinaggio al Monte San Salvatore, con una processione e la festa tradizionale. Non di sola spiritualità vive l’uomo, ma anche del bello e del buono che la natura può offrire: quanto al primo, nei giorni di sole, dallo spiazzo del santuario si gode di una vista incredibile che consente di far arrivare l’occhio sino al capoluogo lombardo; per quel che concerne il buono, invece, merita sicuramente una visita la trattoria, con il suo pittoresco cortile, che è stata ricavata da alcuni locali dell’antico convento.






