Chi meglio di Gianni Rodari, con le sue “Favole al telefono” e una creatività capace di scardinare l'ordinario, può essere fonte di ispirazione per gli artisti di oggi? A raccontare e ad interpretare le favole dello scrittore omegnese - di cui nel 2010 ricorrono i 90 anni dalla nascita e i 30 dalla morte che avvenne proprio il 14 aprile del 1980 per un attcco cardiaco – sarà, quindi, una mostra collettiva (promossa dalla Fondazione Museo Arti e Industria di Omegna, con il Parco della Fantasia “Gianni Rodari”, con il Centro Studi “Gianni Rodari” di Orvieto, e l’Associazione Siviera) dal titolo “Il paese senza punta” che presenterà, dal 17 aprile al 22 maggio nello Spazio Eventi della Fondazione Museo Arte e Industria di Omegna, le opere di artisti internazionali che utilizzano linguaggi e materiali diversi. Tra essi, Anita Arpaia, Tegi Canfari, Pier Cattaneo, Maximilian Fliessbach, Giorgia Grioriadu, Valentina Mayer, Erika Wagner e Alessia Zucchi. Rodari, insegnante, giornalista e scrittore, ha rivoluzionato la narrativa per ragazzi, dimostrando con i suoi libri che è possibile insegnare attraverso storie e favole coinvolgenti. Oltre alla mostra - aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, mentre il sabato e la domenica dalla 14.30 alle 18.30 – nel Parco della Fantasia il sabato e la domenica saranno attivi anche laboratori per bambini. Per info: 0323 887233 – 0323 866141 – www.rodariparcofantasia.it.







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