Cambiano gli strumenti del mestiere, grazie alle nuove tecnologie, ma quello del muratore resta uno dei lavori più diffusi. Sarà per questo che la festa di San Giulio, patrono dei muratori, vede immutata la partecipazione e l’entusiasmo delle delegazioni e dei gruppi degli “artisti” del mattone (che arrivano da Boves, Orta, Armeno e Fosseno), che ogni 31 gennaio, come vuole la tradizione, si riuniscono – oltre che presso la cattedrale dedicata al santo sull’omonima isola di San Giulio, sul Lago d’Orta – a Premosello Chiovenda. Qui, l’annuale festa dei muratori ha inizio al mattino con il ritrovo in piazza, dove viene allestita la "rama", che ricorda quel rametto verde che i muratori innalzano quando finiscono il tetto della casa in costruzione, e che ora ha le fattezze di un alberello al quale s'appendono le offerte. Alle 10,30 viene celebrata la santa Messa e all’interno della chiesa viene portata la “rama”, che poi segue la processione per le vie del paese con la statua del santo. Finita la funzione, si celebra il rito del pranzo a cui segue quello dell’incanto della "rama”: una vera e propria gara di generosità tra i muratori presenti, che ambiscono a portarsi a casa i premi migliori, che oltre agli attrezzi del mestiere, sono prodotti artigianali e gastronomici.







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