Il trionfo dell’Art Nouveau sul Verbano per chi ama itinerari inconsueti

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A Stresa sono tanti gli edifici in puro stile liberty

Per chi ama scovare itinerari artistici inconsueti, il Verbano offre numerose ed interessanti testimonianze della cosiddetta Art Nouveau, presente, non solo nelle dimore più prestigiose, ma anche nelle stazioni e negli edifici degli imbarcaderi. La fioritura di questo stile, che in Italia prende il nome dalla ditta inglese fondata da Arthur Lasenby Liberty, si ha, in Europa, negli ultimi venticinque anni dell’Ottocento e nel breve, ma intenso periodo che precede lo scoppio della I Guerra Mondiale ed esprime una trasformazione del gusto quanto mai dinamica e creativa: le arti figurative si mescolano all’architettura, che accoglie il gusto dell’arabesco, i ritmi curvilinei e l’asimmetria. Ad Arona, a Meina, a Stresa o Baveno, come a Parigi, le creazioni più tipiche di questo stile sono rintracciabili nelle pensiline delle stazioni ferroviarie o negli attracchi della Navigazione: oltralpe, Hector Guimard se ne serve per decorare le stazioni della metropolitana parigina; sul Lago Maggiore, il ferro s’incurva, creando arabeschi che sembrano fiori, uniti al cristallo, mescolando arte e tecnologia. Alle sponde del Verbano l’Art Nouveau arriva sulla scorta del turismo d’elite che, con la creazione della strada ferrata Arona - Domodossola e del traforo del Sempione, su treni come l’Orient Express, dal Nord Europa raggiunge l’Oriente ed intanto fa conoscere al mondo intero le bellezze del Lago Maggiore. Nella stazione di Arona lo stile Art Noveau si evidenzia nel raffinato disegno dei cementi, dei cappelli in pietra su porte e finestre, nell’uso del granito di Baveno per le cornici delle finestre. Ma il Liberty è espresso anche in un numero infinito di ferri battuti e vetrate, che è possibile rintracciare in molte località lacuali: dagli imbarcaderi di Meina, Stresa, Baveno, Intra, Ghiffa, Oggebbio, Cannero e Cannobio, ai sontuosi alberghi liberty di Stresa, il Regina Palace Hotel e il Grand Hotel et des Iles Borromées, con le sale impreziosite da stucchi dorati o illuminate da volte in vetro artisticamente lavorato, le cui facciate sono capolavori che raccontano ancora dei fasti della Belle Epoque.



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