Il 10 febbraio si celebra in tutta Italia il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004, come si legge nel primo articolo della testo legislativo, “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Un esodo che ha coinvolto circa 360.000 persone che, costrette a lasciare la propria terra nativa, si sono rifugiate in ogni dove, anche nel Novarese e nel VCO. Tante le iniziative in programma perché nessuno possa più dire di non sapere cosa avvenne in quelle regioni della Venezia, della Giulia e della Dalmazia, un tempo entro i confini italiani e poi passati alla Jugoslavia di Tito. Ad Arona, mercoledì 10, in Largo Martiri delle Foibe, alle 10,30, sarà posata una corona al fine di non dimenticare un tragico e oscuro periodo della storia italiana; a seguire, presso l’Aula Magna “P. Perucchetti” del Comune, saranno eseguite letture a cura della Compagnia Teatro dei Passi. Nel capoluogo novarese, il 9 febbraio, presso l’auditorium del conservatorio “Cantelli” si terrà un incontro con tutti gli studenti delle scuole superiori cui interverrà Piero Tarticchio e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia, Giulia, Dalmazia, ANVGD, di Novara, mentre il 10 febbraio, dopo la messa nella chiesa di San Giovanni Decollato, alle 11,30 sarà deposta una corona presso la lapide alla memoria dei caduti giuliano-dalmati in piazza Vittime delle Foibe. A Verbania, sabato 13 febbraio, alle 10,30 si terrà un incontro presso l’aula magna dell’istituto “Ferrini”, cui interverranno il prefetto Zanzi, il presidente della Provincia Massimo Nobili, il sindaco Zacchera, Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo e Licia Cossetto, sorella di Norma, vittima delle foibe. Proprio a Norma Cossetto, sarà, infatti, intitolato il parco di Villa Maioni, con la deposizione di una lapide, che per sempre ricorderà il coraggio di questa giovane studentessa italiana, che morì infoibata nell’ottobre del 1943 dopo aver sopportato torture e sevizie perpetrate dalle truppe titoiste; nel 2005 le fu conferita la medaglia d’oro per merito civile per l’amor patrio di cui diede eroica prova.







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