Andar per sentieri nel cuore verde del Vergante

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Il Vergante è tutto da scoprire anche attraverso itinerari naturalistici

I tanti paesi del Vergante, la zona collinare che si affaccia sul Lago Maggiore, sono il punto di partenza per tanti itinerari, che possono essere percorsi a piedi sia per godere della natura che per andare alla scoperta di edifici legati alla devozione popolare, come le cappelle votive, o di casolari che mantengono ancora le strutture originali. In ogni caso, si tratta di piacevoli passeggiate, da fare in tutta sicurezza, seguendo la segnaletica del Cai. Ve ne proponiamo alcune, non troppo impegnative. A cominciare dall’itinerario che da Colazza sale verso l’Alpe Verdina: dal centro del paese, dopo aver superato il ponte presso l’antico lavatoio, si può procedere sul sentiero E2, che conduce prima alle sorgenti del torrente Vina e poi alla Cappella del Vago, da cui si può andare in direzione di Gignese, seguendo la dorsale segnalata dalla V, che conduce sino all’Alpe Verdina; come via di ritorno, si può seguire il sentiero E4, che in poco meno di un’ora, consente di ritornare alla spalle di Colazza, e, dopo aver attraversato il rio Tiaschella, si raggiunge la cappella per la via di Fosseno, da cui si dipanano i diversi sentieri. La cappella non è che una delle tante che si incontrano nel paese , ma si fa notare per l’affresco al centro dell’edicola che raffigura Gesù Bambino sul mappamondo.; sui gradini dell’edicola, oggi come allora, i viandanti erano soliti riposarsi, sedendo sulle beole. Sempre da Colazza, si può raggiungere a piedi Pisano seguendo un sentiero che consente una passeggiata tra i boschi ricchi di castagni, noccioli, betulle, platani e ontani; a seconda della stagione, si può godere dello spettacolo che offrono le chiome degli alberi: in primavera, del verde brillante delle gemme e del nuovo fogliame, in autunno, dei gialli e dei rossi che accendono i rami. L’itinerario è quello del Sentiero Novara, segnalato da F1, che, dopo aver attraversato il territorio di Pisano, porta sino a Fosseno, frazione di Nebbiuno; su tale sentiero è segnalata la deviazione per il Sass Priateca, un masso erratico che si può raggiungere con soli 20 minuti di cammino: una fatica che vale la pena di affrontare, perché consente di osservare da vicino il masso che risale al periodo della glaciazione e che si trova in un’area in cui sono state rinvenute incisioni di origine celtica. Al Sass Priateca è legata una leggenda, secondo la quale il diavolo era solito sedersi contro questo macigno, lasciando, con il tempo, tracce su di esso. Se, invece, volete partire direttamente da Nebbiuno per una passeggiata naturalistica, vi suggeriamo di raggiungere il lavatoio della frazione di Fosseno e poi, scegliendo il sentiero F6 o il sentiero F7, camminare sino alla cima panoramica del monte Cornaggia, a circa 800metri di altitudine e, discendendo attraverso gli alpeggi Boccioli e Bosco, si può raggiungere il versante del Lago d’Orta. Chi desiderasse un luogo per un tranquillo pic-nic, potrà fermarsi sul sentiero F6 per Lavarina, dopo solo mezz’ora di cammino dal vecchio lavatoio di Fosseno; il lavatoio non è che uno degli elementi architettonici caratteristici di questo borgo dalle strade strettissime e dagli archi di pietra, che ha legato il suo nome alla tradizione delle sagre – come quella della fragola, solo per citarne una – e della buona cucina, da apprezzare al tavolo di una trattoria.



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Passeggiando lungo i sentieri del Vergante si gode di bellissimi panorami

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