Cosa rappresentava per gli uomini primitivi un oggetto apparentemente di semplice fattura come un’ascia? Moltissimo: la possibilità di cacciare, di difendersi, cioè di difendersi; ma anche il progresso delle abilità acquisite nella scelta dei materiali, nella lavorazione degli stessi. A spiegarlo è una mostra: “La Pietra del Fulmine”- asce neolitiche in Piemonte - promossa dal Civico Museo Archeologico in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il Museo Civico di Cuneo, il Museo di Archeologia e Paleontologia Carlo Conti di Borgosesia - che sino al 23 maggio sarà gratuitamente aperta al pubblico presso il Civico Museo Archeologico di piazza San Graziano, ad Arona. Curata da Luciana Trovato, la mostra integra, con i reperti esposti, le notizie relative agli insediamenti umani in un’area come quella dell’Aronese ritenuta tra le più rilevanti dal punto di vista archeologico, che le sale del museo documentano in modo esaustivo. L’area, infatti, è stata abitata sin dall’età del bronzo (XVII sec. a. C.) come testimoniano i reperti provenienti dalle palafitte, tra cui il calco della ruota lignea rinvenuta nelle zone di torbiera dei Lagoni di Mercurago. Nel museo si trovano anche corredi funerari della cosiddetta cultura di Golasecca e frammenti ceramici dell’età del ferro, mentre sono di un certo pregio i reperti provenienti dalla necropoli di Dormelletto, della seconda età del ferro, tra cui bracciali e cavigliere di bronzo. Tante anche le attestazioni di età romana, per lo più provenienti da necropoli della zona. La mostra è aperta il martedì dalle 10 alle 12; il sabato dalle 15,30 alle 18,30 e la domenica dalle 15,30 alle 18,30. Per info: 0322 48294; www.archeomuseo.it.







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